Dove mettere i propri soldi?
Quando si riesce a risparmiare qualcosa, la domanda successiva è quasi sempre la stessa:
“Ora cosa ci faccio?”
Il denaro fermo può garantire sicurezza (ne abbiamo parlato qui La liquidità) , ma nel lungo periodo rischia di perdere valore a causa dell’inflazione. D’altra parte, decidere di investirlo richiede consapevolezza, pazienza e una minima conoscenza degli strumenti disponibili.
⚠️ Attenzione
Budfix non dà e non darà mai consigli sugli investimenti ne tanto meno pubblicherà contenuti del tipo:”Non vi stiamo dando consigli finanziari ma vi condividiamo quello che facciamo noi”. Tutto quello che leggerete sarà solo “teoria” in modo che possiate prendere decisioni più consapevoli.
💰 Investimenti finanziari: passivi, molto “pubblicizzati” ma anche complessi da comprendere a fondo
A dir la verità, non sarebbe neanche corretto parlare di “investimenti” in quanto si tratta più che altro di gestione del risparmio: affidi i tuoi soldi ad un prodotto finanziario e aspetti che generi un rendimento. L’investimento, in termini aziendali, richiede, invece, un intervento attivo, azioni concrete: sviluppare un progetto, acquistare un macchinario, assumere personale, innovare un prodotto...
Nel mondo finanziario, per quanto ci si possa sforzare ad analizzare e a studiare tutti i dati disponibili, non si può avere realmente un controllo e, quindi, il tuo ruolo è principalmente passivo.
Vediamo quali sono i principali prodotti disponibili sul mercato.
- Conto deposito: adatti a chi vuole “parcheggiare” i soldi per brevi periodi. Non si può considerare un investimento però, per un neofita, avere una somma vincolata per un periodo, può essere un buon inizio per entrare nell’ottica.
- Obbligazioni: presti denaro a uno Stato o ad un’azienda e ricevi un rendimento sotto forma di interesse che può essere erogato ogni mese/trimestre/semestre oppure in un’unica soluzione, a scadenza. Hanno rischi variabili a seconda del tipo di emittente.
- Azioni: compri una “parte” di un’azienda e, quindi, anche il suo rischio d’impresa. Il rendimento dipende da diversi parametri che non si possono sintetizzare in modo superficiale. Un regola che però vale sempre è: più alto è il rendimento, maggiore sarà il rischio.
- Fondi comuni / ETF: strumenti collettivi che investono in molteplici prodotti finanziari, sia azionari che obbligazionari. Sono gestiti da società specializzate e rappresentano il modo più facile per diversificare per un piccolo risparmiatore. Anche in questo caso, i livelli di rischio sono diversi.
- PAC (Piani di Accumulo Capitale): versi una cifra regolare ogni mese e il capitale cresce in momenti diversi. Aiutano a ridurre il rischio di entrare nei mercati in momenti sfavorevoli.
🏠 Investimenti non finanziari: attivi, richiedono impegno in prima persona, il rendimento non è identificabile a priori
Questi sono gli investimenti che non passano da prodotti finanziari, ma coinvolgono il tuo tempo, le tue competenze e una buona dose di motivazione. Il denaro è necessario, certo, ma non basta: qui il capitale sei anche tu.
Non esiste un tasso di interesse, né un rendimento facilmente stimabile a priori, si tratta di scelte che partono da un obiettivo concreto — un progetto personale, professionale o creativo — e che richiedono un impegno diretto e continuativo.
Sono investimenti nel senso più autentico del termine: non deleghi, ci lavori tu, quanto meno all’inizio.
Il ritorno economico può esserci, ma non è l’unico parametro di successo.
Spesso il vero valore è in altri risultati:
- nuove relazioni e opportunità professionali;
- crescita personale o formativa;
- miglioramento della qualità della vita;
- maggiore soddisfazione e autonomia.
Sono scelte dirompenti, “disruptive”, come direbbero gli americani. Ecco perché, pur essendo più impegnative, meritano attenzione almeno quanto gli investimenti tradizionali.
Vediamo quali sono i principali settori.
- Immobiliare: acquistare un immobile da tenere a disposizione o da affittare. Può migliorare la qualità della vita oppure può generare un reddito ma comporta un forte impegno finanziario, tasse e rischi di vario tipo. Nel caso in cui si punti al reddito, che sia da locazione o che sia da speculazione, bisogna tenere presente che il settore immobiliare non è facile, non si impara velocemente e serve notevole esperienza per non rischiare di perdere il proprio capitale.
- Formazione personale o professionale: corsi, master, competenze digitali. Non generano un rendimento immediato ma possono migliorare il tuo futuro sia dal punto di vista reddituale che dal punto di vista sociale.
- Progetti imprenditoriali: aprire un’attività, lanciare un prodotto, offrire un servizio. Naturalmente non si può riassumere in poche righe tutto quello che serve per avere successo nel mondo imprenditoriale, motivo per cui parleremo di questo prossimamente. In questo contesto, ci limitiamo a dire che il progetto imprenditoriale è il modo potenzialmente più remunerativo per impegnare i propri soldi ed il proprio tempo ma è decisamente il più rischioso.
- Investimenti relazionali: sostenere la famiglia, condividere progetti, coltivare connessioni. Anche in questo caso, non si misura in euro ma può generare benessere e opportunità nel tempo.
📌 Cosa serve prima di investire?
- Ovviamente, avere un budget personale chiaro e aggiornato 😉
- Conoscere bene la propria situazione di liquidità presente e la proiezione futura
- Avere degli obiettivi definiti
- Avere un fondo emergenze
- Non farsi guidare da fretta, dalla moda, dalla presunzione
✅ Conclusione
Investire vuol dire scegliere con consapevolezza cosa fare del proprio denaro ma, prima di farlo, è fondamentale sapere quanto puoi investire, per quanto tempo, e, soprattutto, a quale scopo.
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